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  • Lunedì, 24 Febbraio 2014

1 marzo 2014, Bari conferenza pubblica ore 16.00

Storia e progetto di lavoro della rivista n+1.

L'anticapitalismo antiparlamentare del movimento Occupy Wall Street.

Rivolte e marasma sociale: dal confuso incendio delle banlieues francesi all'assalto del parlamento e dei ministeri in Ucraina.

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La prima ondata di rivolta sociale violenta anti-stato partì qualche anno fa dalla Francia e sfiorò l'Inghilterra. La seconda ondata con la cosiddetta rivoluzione arancione in Ucraina, cui seguirono le ribellioni in Georgia, Grecia, Libano, Kirghizistan. La terza ondata dalla Spagna e dalla Tunisia, si allargò all'Egitto e agli Stati Uniti, allo Yemen, per sfociare in aperta guerra civile in Libia e Siria. Si incominciò a parlare di "democrazia contagiosa", di "effetto domino", ma fu sempre chiaro che si era invece di fronte a quello che chiamammo "marasma sociale".

Era ed è in corso, una degenerazione dei rapporti di produzione e riproduzione interni a nazioni in cui lo stato era prossimo al collasso. Le dietrologie antimperialiste di maniera parlano di una stessa regìa e i moralisti si indignano per le interferenze contro la sovranità nazionale altrui. Ma l'interferenza non può muovere masse: prima esse si muovono e poi qualcuno cerca di assecondarle orientandole, se può, verso i propri interessi. È in gioco nientemeno che la sopravvivenza di un capitalismo sempre più asfittico e comatoso.

Non per niente in pochi anni c'è stato un salto di qualità: dal confuso incendio delle banlieues francesi si è passati all'assalto, con risvolti da guerra civile, del parlamento e dei ministeri in Ucraina. Nel frattempo la lotta sociale ha sviluppato il fenomeno più interessante: in seno al capitalismo del paese più importante s'è sviluppato l'anticapitalismo antiparlamentare del movimento Occupy Wall Street.

L'incontro si svolgerà a Bari alle ore 16.00 c/o GraminArci - via Adige 34.

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