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  • Resoconto teleriunione  16 luglio 2024

Direzione del moto storico

La teleriunione di martedì sera è cominciata parlando del recente attentato a Donald Trump avvenuto durante un comizio elettorale in Pennsylvania.

Si tratta di un ulteriore step nel livello di violenza che caratterizza la campagna elettorale americana. L'attentatore, un ragazzo di 20 anni con simpatie repubblicane, ha utilizzato un fucile semiautomatico AR-15, l'arma più diffusa in tutto il Paese con una stima di oltre 40 milioni di pezzi venduti. Naturalmente, non sono mancate le teorie del complotto, ma d'altronde in mancanza di informazioni vagliabili tutte le ipotesi sono aperte.

Nel nostro articolo "Teoria e prassi della nuova politiguerra americana", nel capitolo finale intitolato La vita nel ventre della balena, abbiamo ribadito che il moto storico ha una direzione precisa. Gli USA sono ciò che la storia del pianeta li ha portati ad essere. La crisi dell'imperialismo unipolare è dovuta al fatto che sulla scena si stanno affacciando nuove potenze (lo sviluppo ineguale di cui parla Lenin nell'Imperialismo), l'America non ha più la forza di dare ordine al mondo, e non esiste un sostituto all'orizzonte. Si è interrotta la staffetta dell'imperialismo ("Accumulazione e serie storica") e il disordine mondiale aumenta con l'estendersi dei conflitti bellici su scala planetaria. Chiunque sarà il prossimo presidente americano (i pronostici danno per certa la vittoria di Trump), potrà far ben poco per invertire la tendenza economica, la quale produce effetti sulla società.

Negli USA è emergenza per l'utilizzo di Fentanyl, una droga sintetica causa di 75mila decessi l'anno. Nel paese la depressione dilaga: nel 2020, secondo il "Mental Health America" circa il 20% degli adulti (pari a oltre 50 milioni di americani) soffriva di una malattia mentale, e circa 50mila persone il numero più alto mai registrato, si sono tolte la vita. I suicidi aumentano anche nell'esercito ("Una vita senza senso").

Negli USA il numero di armi è superiore a quello dei cittadini, i servizi segreti ammettono che lo stato non è attrezzato per contenere la violenza politica che potrebbe scatenarsi (Limes, "L'America feroce rischia le tenebre", Jacob Ware). Qualsiasi sarà il risultato delle elezioni, il paese risulta sempre più polarizzato e ciò non è certo dovuto alla volontà di qualcuno.

L'incapacità dell'America di controllare il mondo è anche incapacità di controllarsi: fronte esterno e fronte interno si sovrappongono. La Sinistra Comunista in più occasioni sottolinea che, per valutare la maturità della rivoluzione, bisogna rilevare la temperatura sociale della società americana. Qualcosa che per i più risulta invisibile sta maturando nel sottosuolo sociale, dentro e fuori gli Stati Uniti.

Trump si è candidato a rappresentare la classe media americana impoverita. Il vice che ha designato, J.D. Vance, ha scritto un libro, Elegia americana, in cui racconta la sua complicata giovinezza e la condizione della classe operaia bianca nel Midwest. La scomparsa della piccola borghesia non è un fenomeno solo americano ma anche europeo, e i vari populismi/sovranismi che stanno sorgendo nel Vecchio Continente cavalcano il malessere di queste (non) classi. Le uniche chiavi di lettura per capire quanto succede nel mondo sono le leggi individuate da Marx, a partire da quella della miseria crescente (o della sovrappopolazione relativa).

Qualche anno fa, Limes ha pubblicato un articolo ("Delle milizie il catalogo è questo", Lorenzo Di Muro) sulla crescita del numero di milizie negli USA, appartenenti a diverse ideologie: dalla destra alternativa di QAnon ai survivalisti che si preparano al collasso delle infrastrutture, fino ai suprematisti bianchi. Si tratta di gruppi prevalentemente antigovernativi, ma in alcuni casi anche antistatali: "i gruppi antigovernativi passano da 131 nel 2007 a 500 nel 2009, sino al picco di 1.360 toccato nel 2012. Le milizie si addestrano e fanno propaganda sul Web, specie tramite le nuove piattaforme social. E si mobilitano con atti non solo dimostrativi, i cui bersagli sono il governo 'collettivista', gli immigrati e i musulmani, le tre 'piaghe' dell'America." Non è un caso che quest'anno l'industria cinematografica abbia scelto di far uscire nelle sale un film come Civil War di Alex Garland.

La guerra civile non deve scoppiare, è già in corso (newsletter "Guerra civile diffusa", 2016) ed è un prodotto della fase senile del capitalismo. La guerra civile mondiale è nella natura del modo di produzione capitalistico, e si estende in maniera endemica a questo o quel paese. La Sinistra afferma che "nell'ultimo colonialismo i bianchi colonizzano i bianchi", dove ovviamente il colore denota uno stato sociale e non un pigmento. In Myanmar, Sudan e Haiti, gli stati perdono il controllo: gruppi armati si scontrano coinvolgendo i civili, a ciò si assommano scontri di classe, come nel caso del Kenya. Il marasma sociale si sta estendendo dai paesi periferici a quelli centrali, a USA, Francia, Germania, dove la convivenza sociale si fa sempre più difficile:

"Pensiamo agli Stati Uniti, dove oggettivamente una parte della società priva un'altra di ogni possibilità di accesso alla ricchezza prodotta, generando il corollario soggettivo delle ricorrenti sparatorie; pensiamo alla Francia, paese non tanto 'sull'orlo della guerra civile' (espressione giornalistica che dà l'idea di una situazione a venire) quanto preda della generale diffusione della esistente guerra civile nel mondo... Stiamo raggiungendo un effetto soglia superato il quale i governi occidentali saranno costretti a intervenire con forza. Ma contro chi? E come? La guerra di tutti contro tutti è diventata sistema." ("Guerra civile diffusa")

Nella Lettera ai compagni "Dieci anni" (1994), si notava che i processi di accumulazione avrebbero cominciato a sincronizzarsi, con riferimento alla pubblicazione, nel 1985, del Quaderno n. 1 sulla crisi storica del capitale senile. Fino a pochi anni fa la Cina non era in sincronia con il resto delle economie in quanto la crescita del suo PIL era a due cifre. Oggigiorno, Pechino si sta velocemente conformando agli indici di incremento della produzione industriale occidentale, e deve fare i conti con il problema demografico, la bolla immobiliare, la disoccupazione giovanile e il rifiuto del lavoro (#tangping). La Cina ha bruciato rapidamente le tappe, passando da una società contadina al capitalismo decrepito nel giro di pochi decenni.

Nella Lettera si riprendeva anche la differenza tra partito storico e partito formale (il primo non muore mai, il secondo appare solo in certi svolti storici). Il lavoro di n+1 è il risultato di una precisa disposizione fisica della lotta di classe, potremmo dire dello stato di organizzazione della materia. Anche i comunisti sono un prodotto della situazione storica, risentono dello stato generale dei rapporti di forza tra le classi. La Sinistra, corrente cui facciamo riferimento, è stata sconfitta politicamente ma non è stata cancellata dalla storia, i materiali che ha prodotto sono stati salvati e si possono reperire su Internet. Se questa corrente fornisce degli insegnamenti utili alla specie umana, e noi pensiamo di sì, allora verrà riscoperta dalle nuove generazioni. In "Dieci anni", parlando di "invarianza" scrivevamo:

"Questo tipo di lavoro non lo rivendichiamo come un semplice tentativo di rimanere aderenti al ricordo della vecchia corrente, che sarebbe come trasformare la Sinistra in una classica icona inoffensiva. Lo rivendichiamo come lavoro di partito per rimanere entro la corrente, rappresentarla, continuarne non il ricordo ma il lavoro. Fare lavoro di partito senza fondare un partito. Questo intento ha mandato in fibrillazione il muscolo cardiaco di molta gente che scambia il rigore con lo schematismo volgare."

In chiusura di teleconferenza, si è commentato un articolo sulle moderne macchine a controllo numerico, ormai computerizzate e collegate in rete ("Macchine CNC: che ruolo hanno le macchine utensili CNC nell'industria 4.0").

Con il passaggio dalle macchine semiautomatiche alle macchine computerizzate (che prendono piede già a metà degli anni '50), la società capitalistica sviluppa costantemente, per motivi legati all'estrazione di plusvalore, apparecchiature che arrivano a fare diagnostica e manutenzione di sé stesse, relegando il lavoro dell'uomo ad elemento necessario, ma secondario (Grundrisse). Anche le macchine, al pari degli esseri viventi, evolvono. Ora, la macchina, collegata ad altre macchine, diventa capace non solo di disegnare un manufatto ma anche di produrlo autonomamente. Essa non è intelligente quando copia l'intelligenza umana, ma diventerà intelligente quando ne svilupperà una propria.

La concezione borghese del mondo è messa in discussione dalle punte avanzate della borghesia, che si stanno concentrando, per mezzo delle teorie della complessità e dell'autorganizzazione, sul superamento dei dualismi (è l'industria "retificata" che lo richiede). Le concezioni filosofiche sulla materia, per cui quella "animata" sarebbe differente da quella "inanimata" a noi interessano soltanto come dimostrazione del fatto che questa società nel suo insieme arranca nel trovare spiegazioni al funzionamento di sé stessa. Il capitalismo proprio non ha futuro.

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Rivista n°56, dicembre 2024

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